Visure camerali e RUNTS: dal 16 aprile 2026 i dati degli Enti del Terzo Settore
Immagina di dover verificare l’affidabilità di un’associazione di volontariato con cui la tua azienda vuole avviare una collaborazione. Fino a oggi, per ricostruire il quadro completo, dovevi incrociare la visura camerale con una consultazione separata del RUNTS. Dal 16 aprile 2026 questo doppio passaggio diventerà storia: i dati del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore confluiranno direttamente nella visura del Registro Imprese.
Si tratta di una novità che sembra tecnica, ma che nella pratica quotidiana di commercialisti, avvocati, uffici acquisti e responsabili compliance cambia parecchio. Vediamo nel dettaglio cosa accade e perché vale la pena prestare attenzione.
Cosa cambia concretamente nella visura camerale
La modifica interviene sul blocco informativo denominato “Attività, albi, ruoli e licenze”, una delle sezioni più consultate dagli operatori professionali. All’interno di questa area, per gli Enti del Terzo Settore già iscritti al RUNTS, compariranno i dati identificativi provenienti dal Registro Unico.
In pratica, quando si estrarrà una visura camerale di un ETS, non sarà più necessario effettuare una ricerca separata sul portale del Terzo Settore per capire sezione di iscrizione, numero di repertorio e status dell’ente. Tutto sarà contenuto in un unico documento ufficiale.
Perché il RUNTS è rilevante
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, operativo dal novembre 2021, ha sostituito i vecchi registri regionali di associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato e onlus. L’iscrizione al RUNTS è condizione necessaria per accedere ai benefici fiscali previsti dal Codice del Terzo Settore, per ricevere il 5 per mille e per stipulare convenzioni con la pubblica amministrazione.
Di conseguenza, verificare l’iscrizione attiva di un ente al RUNTS non è una curiosità: è un passaggio dovuto in qualsiasi istruttoria seria, dalla concessione di un contributo pubblico alla stipula di un contratto di fornitura.
Chi trae beneficio da questa integrazione
I destinatari naturali della novità sono diversi. Commercialisti e consulenti fiscali potranno presentare al cliente un quadro completo dell’ente senza dover accedere a due banche dati distinte. Gli studi legali, soprattutto in fase di due diligence su partnership o acquisizioni che coinvolgono ETS, guadagneranno tempo prezioso.
Anche le imprese profit che intrattengono rapporti commerciali con associazioni, cooperative sociali o fondazioni ne beneficiano. Pensiamo al responsabile acquisti che deve selezionare un fornitore di servizi di catering sociale, o all’azienda che valuta una sponsorizzazione: la visura diventa uno strumento di verifica più completo.
Tuttavia, va ricordato che la visura camerale non sostituisce tutte le altre forme di controllo. Per analisi approfondite sulla solidità economica di un ente strutturato restano utili strumenti come il bilancio depositato o un report aziendale completo.
L’interoperabilità tra registri pubblici
Questa novità rientra in un disegno più ampio di digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana. Da anni si parla di interoperabilità tra banche dati: Anagrafe Tributaria, Catasto, Registro Imprese, Conservatoria, RUNTS. Ogni passo verso l’integrazione riduce adempimenti duplicati e margini di errore.
InfoCamere, la società che gestisce tecnologicamente il Registro Imprese per conto delle Camere di Commercio, sta progressivamente trasformando la visura in un vero e proprio hub informativo. Non più semplice fotografia anagrafica della società, ma documento aggregatore di dati provenienti da fonti certificate diverse.
I precedenti di integrazione
La visura camerale, negli ultimi anni, si è arricchita più volte: indirizzi PEC, titolari effettivi, partecipazioni in altre imprese, cariche sociali aggiornate. L’inclusione dei dati RUNTS segue la stessa logica. Pertanto, chi consulta abitualmente visure noterà come il documento sia oggi molto più denso di informazioni rispetto a cinque o sei anni fa.
Cosa devono fare gli Enti del Terzo Settore
Gli ETS iscritti al RUNTS non devono compiere alcun adempimento aggiuntivo. L’integrazione avviene lato sistema: i dati fluiscono automaticamente dal Registro Unico al Registro Imprese, senza necessità di nuove comunicazioni da parte degli enti.
Attenzione però a un aspetto spesso sottovalutato: la qualità dei dati visibili in visura dipende dalla correttezza delle informazioni presenti nel RUNTS. Di conseguenza, è il momento giusto per verificare che la propria posizione nel Registro Unico sia aggiornata, in particolare per quanto riguarda sede legale, rappresentante legale, sezione di iscrizione e statuto vigente.
Eventuali disallineamenti tra RUNTS e Registro Imprese, che fino a ieri potevano passare inosservati, diventeranno immediatamente visibili a chiunque richieda la visura. Un incentivo ulteriore, se ce ne fosse bisogno, a tenere in ordine la propria posizione amministrativa.
L’impatto sulla trasparenza del Terzo Settore
Vale la pena ricordare che il Terzo Settore italiano conta oltre 130.000 enti iscritti al RUNTS, con un peso economico e occupazionale significativo. Rendere più accessibili le informazioni identificative di queste realtà significa rafforzare la fiducia di donatori, istituzioni e partner commerciali.
Inoltre, l’integrazione facilita i controlli antiriciclaggio e la verifica del titolare effettivo, adempimenti che anche gli ETS di maggiori dimensioni sono tenuti a rispettare. Un professionista che deve adempiere agli obblighi di adeguata verifica avrà finalmente uno strumento più snello.
Un consiglio pratico per chi lavora con gli ETS
Se sei un professionista, un responsabile acquisti o semplicemente qualcuno che deve verificare un ente del Terzo Settore, segna la data del 16 aprile 2026 in agenda. Da quel giorno, la visura camerale diventa uno strumento informativo ancora più completo per inquadrare rapidamente un ETS.
Nel frattempo, se stai valutando una collaborazione o un contratto con un’associazione o una fondazione, puoi già oggi richiedere la visura camerale dell’ente e, in parallelo, consultare il RUNTS sul portale ministeriale. Dal prossimo aprile questi due passaggi confluiranno in uno solo, con un risparmio di tempo che chi fa questo mestiere ogni giorno saprà apprezzare.