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Rettifica ATECO 2025 chiusa: cosa fare ora per modificare il codice

rettifica ATECO 2025

Marco, titolare di una piccola officina meccanica in provincia di Bergamo, ad aprile 2026 si è collegato al portale per correggere il codice ATECO assegnato d’ufficio alla sua impresa. Risultato? Una pagina di cortesia che lo informava della chiusura del servizio. Una situazione che in queste settimane sta capitando a molti imprenditori e professionisti che avevano rimandato la verifica.

Dal 1° aprile 2026, infatti, il servizio Rettifica ATECO 2025 non è più operativo. Si è chiusa così la finestra straordinaria, aperta il 24 marzo 2025, che per oltre dodici mesi aveva permesso di modificare gratuitamente online il codice attività riassegnato dalle Camere di Commercio nell’ambito della riclassificazione ISTAT.

Cosa è successo con la riclassificazione ATECO 2025

Per capire la portata della chiusura, vale la pena ricordare il contesto. La nuova classificazione ATECO 2025, entrata in vigore lo scorso anno, ha aggiornato l’intera struttura dei codici attività utilizzati in Italia. Un’operazione necessaria per allineare il sistema italiano alle revisioni europee NACE Rev. 2.1 e per fotografare meglio le attività economiche emerse negli ultimi anni, dal digitale alla green economy.

Le Camere di Commercio hanno proceduto a una riassegnazione automatica d’ufficio, traducendo i vecchi codici ATECO 2007 nei nuovi corrispondenti. Tuttavia, in molti casi la conversione automatica non rispecchiava fedelmente l’attività reale dell’impresa. Da qui la necessità di prevedere uno strumento agile per le rettifiche.

Il servizio straordinario: come funzionava

Lo strumento, accessibile tramite l’app Impresa Italia e l’area riservata del Registro Imprese, consentiva all’imprenditore di intervenire direttamente sul codice assegnato senza passare da un commercialista o presentare pratiche complesse. Bastava autenticarsi con SPID o CIE, verificare il codice attribuito e proporre la modifica con pochi clic.

Una procedura snella, gratuita, pensata per gestire la fase transitoria della riclassificazione. Anche le notifiche push dell’app Impresa Italia, che segnalavano ai nuovi aderenti la disponibilità del servizio, sono state interrotte il 18 marzo 2026, due settimane prima della chiusura definitiva.

Cosa cambia dal 1° aprile 2026

Chi accede oggi al servizio trova soltanto una pagina di cortesia. Questo non significa, però, che le rettifiche siano impossibili: significa solo che bisogna tornare ai canali ordinari del Registro Imprese.

In altre parole, l’imprenditore che si accorge ora di avere un codice ATECO non corrispondente alla propria attività deve presentare una pratica di variazione tramite il consueto modello ComUnica, attraverso il software DIRE o appoggiandosi al proprio commercialista o consulente del lavoro. Una procedura più strutturata e, in alcuni casi, soggetta a diritti di segreteria.

Perché conviene controllare subito il proprio codice

Avere un codice ATECO corretto non è una formalità burocratica. Il codice attività incide su numerosi aspetti operativi: dall’inquadramento previdenziale INPS alle tariffe INAIL, dall’accesso a bandi e contributi pubblici fino alla classificazione ai fini degli ISA e dei regimi fiscali agevolati. Un codice sbagliato può escludere l’azienda da finanziamenti dedicati a specifici settori o, viceversa, comportare oneri non dovuti.

Inoltre, banche, assicurazioni e potenziali partner commerciali consultano spesso il codice ATECO per valutare il profilo di rischio dell’impresa. Una classificazione imprecisa può tradursi in valutazioni distorte, con effetti pratici sul rating creditizio o sulle condizioni contrattuali offerte.

Come verificare il codice ATECO assegnato

Il primo passo è sempre lo stesso: controllare cosa risulta effettivamente nei registri ufficiali. Il modo più rapido per farlo è consultare la visura camerale aggiornata, che riporta in modo chiaro l’attività primaria e le eventuali attività secondarie con i relativi codici ATECO 2025.

Confrontando il codice indicato con la descrizione dell’attività realmente svolta è possibile capire se la conversione automatica ha funzionato correttamente o se serve un intervento di rettifica. Per le imprese più strutturate, con sedi secondarie o unità locali multiple, può essere utile anche un report aziendale completo, che fornisce un quadro dettagliato della posizione complessiva.

I canali per modificare il codice oggi

Chiusa la finestra straordinaria, restano comunque diverse strade percorribili. La via più tradizionale è la pratica telematica al Registro Imprese tramite ComUnica, che permette di comunicare la variazione dell’attività esercitata e di aggiornare contestualmente la posizione INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate.

Il professionista incaricato (commercialista, consulente del lavoro o associazione di categoria) predispone la pratica, raccoglie la firma digitale del legale rappresentante e la invia alla Camera di Commercio competente. I tempi di lavorazione sono generalmente rapidi, ma la procedura prevede il pagamento dei diritti di segreteria e dell’imposta di bollo.

Per le imprese individuali e le ditte semplici, esiste anche la possibilità di operare in autonomia tramite il portale DIRE (Deposito Istanze REgistro Imprese), pensato proprio per chi vuole gestire pratiche semplici senza intermediari.

Un’occasione persa per molti

La chiusura del servizio rappresenta, di fatto, la fine di un periodo agevolato. Molti imprenditori hanno approfittato della finestra per correggere errori e affinare la classificazione della propria attività; altri, forse distratti dalla gestione quotidiana, hanno lasciato passare il termine. Per questi ultimi, ora il percorso è leggermente più oneroso, ma resta assolutamente praticabile.

Vale la pena ricordare che la corretta classificazione ATECO non è un adempimento da affrontare una volta sola. Ogni evoluzione dell’attività, anche minima, può comportare la necessità di un aggiornamento. Un’azienda nata come commerciale che nel tempo sviluppa anche servizi di consulenza, ad esempio, dovrebbe registrare l’attività secondaria per evitare disallineamenti.

Cosa fare adesso, in concreto

Se non hai ancora verificato il codice ATECO assegnato d’ufficio alla tua azienda, il consiglio è di farlo subito. Scarica una visura camerale aggiornata, confronta il codice indicato con la descrizione effettiva della tua attività e, in caso di incongruenze, contatta il tuo commercialista per impostare la pratica di variazione.

Su VisuraSI puoi richiedere in pochi minuti la visura camerale ufficiale e avere subito un quadro chiaro della tua posizione al Registro Imprese. Un piccolo controllo che oggi può evitare problemi ben più seri domani, dall’esclusione da un bando all’errata applicazione di tariffe contributive.