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Codici ATECO 2025: chiuso il portale di rettifica InfoCamere

rettifica ATECO 2025

Dal 1° aprile 2026 il servizio gratuito “Rettifica ATECO 2025” messo a disposizione da InfoCamere non è più raggiungibile. Al suo posto compare una semplice pagina di cortesia, che rimanda le imprese ai canali ordinari. Già dal 18 marzo scorso, del resto, l’app Impresa Italia aveva smesso di inviare le notifiche dedicate all’operazione. Si chiude così, di fatto, la finestra transitoria aperta il 15 aprile 2025 per accompagnare la migrazione al nuovo sistema di classificazione.

Cosa cambia con la chiusura del portale

Per circa dodici mesi le imprese hanno potuto scegliere in autonomia il codice più rappresentativo della propria attività, pescando dall’elenco di opzioni previsto dalla tavola di raccordo elaborata da ISTAT. Un percorso agevolato, gratuito, pensato proprio per assorbire l’impatto del passaggio da ATECO 2007 aggiornamento 2022 alla nuova versione 2025.

Ora quella corsia preferenziale non esiste più. Chi non ha effettuato la rettifica nei tempi utili, o chi si accorge oggi che il codice assegnato d’ufficio non rispecchia fedelmente l’attività svolta, deve rivolgersi al Registro Imprese attraverso i canali consueti: pratica di variazione telematica, con l’assistenza di un intermediario abilitato o del proprio commercialista.

Perché la migrazione automatica non basta sempre

La tavola di raccordo ISTAT ha funzionato bene per la maggior parte dei settori, ma non per tutti. In diversi casi, soprattutto nel commercio, nell’intermediazione e nei servizi alle imprese, il nuovo codice attribuito automaticamente risulta più generico rispetto alla vecchia codifica. Un dettaglio che sembra minore, ma che può avere ricadute concrete.

Pensiamo, ad esempio, a un agente di commercio specializzato in un preciso comparto merceologico: la classificazione ATECO 2025 tende ad accorpare voci che prima erano distinte, con la conseguenza che l’inquadramento fiscale, previdenziale e statistico potrebbe non riflettere più la reale attività dell’impresa. Lo stesso vale per alcune tipologie di canali distributivi, dove la granularità della vecchia tabella si è persa nel passaggio.

Quali conseguenze per le imprese

Un codice ATECO impreciso non è mai un problema puramente formale. Determina l’accesso a bandi e incentivi, incide sulle aliquote INAIL, orienta i controlli fiscali e influenza persino la fascia di rischio ai fini della normativa antiriciclaggio. Vale la pena ricordare, inoltre, che banche e istituti finanziari utilizzano il codice ATECO come primo filtro nella valutazione del merito creditizio.

Chi opera in settori regolamentati, come intermediazione immobiliare, servizi finanziari o commercio all’ingrosso di prodotti soggetti ad autorizzazione, dovrebbe verificare con particolare attenzione la coerenza tra attività effettiva e codice assegnato. Un disallineamento può bloccare pratiche autorizzative o generare rilievi in sede di verifica camerale.

Come verificare il codice ATECO attuale

Il modo più rapido per accertare quale codice risulti oggi associato alla propria impresa è consultare la visura camerale aggiornata. Il documento riporta, oltre ai dati anagrafici e all’assetto societario, la classificazione ATECO primaria e le eventuali attività secondarie. Confrontare quanto risulta al Registro Imprese con la descrizione reale dell’attività svolta è il primo passo per capire se serve intervenire.

Per un’analisi più approfondita, che includa anche lo storico delle variazioni e la posizione complessiva dell’azienda, può essere utile consultare un report aziende completo. È uno strumento particolarmente indicato quando si valuta una posizione contrattuale o si esamina un potenziale partner commerciale, dove la coerenza dell’inquadramento ATECO racconta molto sulla serietà e sull’organizzazione dell’impresa.

La procedura ordinaria per la variazione

La rettifica del codice ATECO passa oggi esclusivamente dalla Comunica, la pratica unificata per il Registro Imprese, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL. L’impresa individuale può presentarla in autonomia con firma digitale, mentre per le società è generalmente più prudente affidarsi al commercialista o a un consulente abilitato.

I tempi sono quelli standard delle pratiche camerali: in genere pochi giorni lavorativi per l’iscrizione, salvo integrazioni richieste dall’ufficio. Attenzione però ai costi: senza il canale gratuito di InfoCamere, la variazione comporta diritti di segreteria, imposta di bollo e, se ci si avvale di un professionista, l’onorario relativo. Un aspetto da mettere in conto, soprattutto se le posizioni da sistemare sono più di una.

Cosa fare se il codice assegnato è sbagliato

Se dalla verifica emerge che il codice ATECO 2025 attribuito d’ufficio non corrisponde all’attività effettivamente esercitata, non c’è motivo di rinviare l’intervento. Più passa il tempo, più il rischio è che il disallineamento produca effetti a cascata su dichiarazioni fiscali, autoliquidazione INAIL e comunicazioni statistiche. In alcuni casi, un codice errato può addirittura precludere la partecipazione a bandi pubblici il cui accesso è vincolato a specifiche classificazioni.

Diverso è il caso di chi ha semplicemente subito un accorpamento fisiologico, previsto dalla tavola di raccordo. Qui non c’è nulla da rettificare: il nuovo codice è formalmente corretto, anche se meno dettagliato del precedente. In queste situazioni conviene valutare l’aggiunta di attività secondarie, che possono restituire quella granularità informativa persa nel passaggio.

Uno sguardo pratico per chi legge

Il primo consiglio è semplice: verificare subito la propria posizione. Bastano pochi minuti per scaricare una visura aggiornata e confrontare il codice attuale con l’attività reale. Se emergono incongruenze significative, meglio muoversi ora, quando il tema è ancora recente e gli uffici camerali sono abituati a gestire queste pratiche.

Un secondo suggerimento riguarda chi lavora con fornitori o partner commerciali: controllare la loro classificazione ATECO è parte integrante di una buona due diligence. Un codice generico o palesemente disallineato rispetto all’attività dichiarata è spesso un segnale che merita approfondimento, magari incrociando i dati con altri indicatori di affidabilità come la presenza di protesti o l’analisi degli ultimi bilanci depositati. La chiusura del portale gratuito segna la fine di una fase agevolata, ma non toglie nulla all’importanza di avere, in visura, un’immagine fedele dell’impresa.