Finanza

Crediti Incagliati Bonus Edilizi: Il Piano del Governo per lo Sblocco

Crediti Incagliati Bonus Edilizi: Il Piano del Governo per lo Sblocco

Il Governo italiano sta lavorando su un innovativo strumento fiscale per sbloccare i crediti incagliati legati ai bonus edilizi. Questa iniziativa è stata anticipata da fonti autorevoli come Il Sole 24 Ore e Italia Oggi. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha confermato che l’obiettivo dell’Esecutivo è quello di creare un meccanismo per valutare la validità dei crediti detenuti da cittadini e imprese.

Questi crediti rappresentano somme di denaro “bloccate” nei cassetti fiscali, legate a interventi effettuati prima delle misure antifrode introdotte nel novembre 2021. Purtroppo, molte di queste somme non riescono a trovare acquirenti a causa delle preoccupazioni legate a possibili frodi, in particolare riguardo al bonus facciate.

 

La Guardia di Finanza e il Sblocco dei Crediti Incagliati

L’approccio per sbloccare questi crediti incagliati prevede una verifica preventiva da parte della Guardia di Finanza. Dopo questa verifica, i crediti potrebbero essere inseriti in un canale preferenziale di vendita, potenzialmente anche attraverso partecipate statali.

 

Il “Bollino Blu” del Fisco

Una delle proposte in discussione riguarda l’introduzione di un “bollino blu” fiscale, come precedentemente anticipato dai media. Questa certificazione avrebbe lo scopo principale di facilitare la vendita dei crediti bonus edilizi. Per i crediti accumulati prima delle misure antifrode del novembre 2021, le difficoltà di vendita sono principalmente legate al timore di irregolarità e frodi nelle transazioni.

Secondo le stime più recenti, le frodi relative a questi crediti ammontano a oltre 12 miliardi di euro. Queste frodi interessano circa il 4-5% del superbonus e più della metà riguardano il bonus facciate.

 

La Via Preferenziale di Acquisto Dopo la Certificazione del Fisco

La certificazione della Guardia di Finanza potrebbe agevolare l’acquisto dei crediti incagliati da parte di banche e intermediari finanziari. Inoltre, non è esclusa la possibilità di un acquisto da parte di partecipate statali, che contribuirebbe allo sblocco di questi crediti.

Tuttavia, rimangono alcune sfide legate alla verifica dei crediti. Da un lato, il decreto Cessioni ha introdotto un elenco di documenti che esonerano l’acquirente dalla responsabilità solidale in caso di acquisizione di un credito ottenuto in modo improprio. Dall’altro lato, persiste il rischio che eventuali truffe emergano dopo il processo di certificazione, mettendo a rischio l’importo acquisito.

In questo contesto, il ruolo cruciale della Guardia di Finanza sarà garantire una verifica accurata, compresa la verifica dell’effettiva esecuzione dei lavori. È importante notare che è stato introdotto un obbligo, con il decreto Omnibus, di comunicare all’Agenzia delle Entrate i crediti non utilizzabili del superbonus entro 30 giorni dalla scoperta dell’evento che li rende non utilizzabili. Questo obbligo entrerà in vigore il 1° dicembre 2023, con una sanzione di 100 euro in caso di omissione. Le istruzioni dettagliate relative a questa comunicazione saranno fornite dall’Agenzia delle Entrate.

Fonte: Informazione Fiscale